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  E se poi.
Tutto quello che e quello che non. Mentre sto diventando una.
 
 
 

20.07.2004

Fuori di qui.
riflessioni da questa parte del vetro.


Dalla finestra si vede il mare. Oltre questi grattacieli di cartapesta, messico e nuvole. Il mare c'è ma non si vede. Parabole. Qualcuno che mormora dietro le tende. Quello del sedicesimo piano del President, qui di fronte, guarda me e io lui. Adesso c'è una donna dietro di lui. Il sipario si chiude.

Vedo anche un vecchio che fuma sul balcone. Ora sento cigolare e un braccio appare appena di là del vetro. Tiene in mano un rastrellino piatto. Si arrampica al vetro e ci fa stridere sopra quel suo appiglio di gomma. E' il lavavetri. Mi sorride. Ciao lavavetri, attento a non cadere di sotto. Sono felice. Non ho mai fatto il lavavetri.

Sento una sirena. Qualcuno sta morendo, lì dentro? Chissà... C'è un po' di vento ma non si muove niente. Il cemento è solido. Ci sono dei geranei rosa di cui non si può discutere. Avessi ancora la mia pachira. Prenderò un altro cactus così non morirà dell'agosto deserto e arido. Il deserto è sempre arido. Comincio a perdere le spine.

Malinconie del tramonto urbano. Dove il blu sbiadito si sbiadisce ancora e si fa giallo. La notte viola si riversa nei tombini e una luna di latte galleggia come una mozzarella nel suo fazzoletto di cielo. Di domopack. Buonanotte ai suonatori di una melodia triste che si chiama collaborazione a progetto a tempo determinato con riserva di caccia. Di essere cacciato.

  ore 17:27 [ ]
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28.06.2004

Microstoria
Vicissitudini di una parola congolese.

Era solo una parola tra tante, dentro un vocabolario di congolese. Stava lì in ordine alfabetico tra i vocaboli congolesi con la spiegazione del suo significato e uso in congolese.

Questa parola aveva delle ambizioni. Intanto il vocabolario le stava stretto. Era scritta in corpo nove. Va beh in corsivo, ma pur sempre in corpo nove. E voleva andare in un dizionario.

Nel dizionario si sarebbe data un tono. Prima di tutto nel dizionario avrebbe avuto anche la sua bella parentesi con la pronuncia in congolese. In secondo luogo sarebbe stata più larga e di sicuro l'avrebbero messa in grassetto. Poi anziché una definizione di sole tre parole, si sarebbe onorata di varie righe di spiegazione dettagliata, con tutti i suoi begli esempi e le variazioni lessicali.

Non ne era proprio sicura, ma avrebbe potuto addirittura aspirare a un sinonimo. Così l'avrebbero scritta due volte: la prima volta con un piccolo uno in apice, e la seconda con un piccolo due, sempre in apice.

Alle altre 254.368 parole del vocabolario sarebbero saltate le grazie per l'invidia. Mentre invece le ben 825.998 parole del dizionario sarebbero state senz'altro felici di farle posto, dal momento che con lei sarebbero passate al rispettabile numero di 826.000. Naturalmente nell'ipotesi del sinonimo. Ma anche i tre nove non le dispiacevano, al massimo si sarebbe lasciata diminuire o sostantivare, giusto per arrivare alla cifra tonda.

Così con questi progetti nel cuore, che per una parola congolese sta tra la prima e la seconda lettera della terza sillaba, saltò fuori dal vocabolario e giù dallo scaffale, balzellonando tra i tomi dell'enciclopedia e i fascicoli del ricettario di cucina. Finalmente scorse il dizionario, in tutta la sua imponente voluminosità, e ci si tuffò dentro, proprio sotto la lettera i, la sua iniziale.

Se aprite un dizionario di congolese, la trovate lì. In Garamond corpo 12 grassetto corsivo. Con la pronuncia tra parentesi e 5 righe di definizione.

Ilunga (ì:lù_§a) agg. m. s. 1 Espressione congolese che delinea un comportamento molto diffuso tra le popolazioni del Congo, che consiste nell'essere disposti a perdonare un affronto una prima volta e a tollerarlo una seconda volta, ma non una terza. es. "Perché, o amico mio congolese, ti dimostri così irrequieto poiché ti ho sottratto il terzo piatto di zuppa tipica congolese? Sei proprio un ilunga, o amico mio delle ridenti terre del Congo, cioè congolesi."

Non troverete però il tanto sospirato sinonimo, perché davvero né in congolese né in alcuna lingua del mondo, è possibile tradurre ilunga con un solo termine.

  ore 15:31 [ ]
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14.06.2004

Verde

verde vibra di pace. è la lunghezza d'onda della serotonina. incontro di giallo e blu, di gioia e infinito. si perde nelle distanze d'oltremare e s'inabissa in precipizi d'isterìe. come la risata da profondità. ma senza la risata. giallo è anche pazzìa. blu è anche limite. il verde è ricerca, mantenimento e restaurazione.

sa di foglia. linfa. buccia. the.
sa di avocado maturo e grasso.
sa d'erba.

verde è intarsio. giunchiglia e motivo. se avrò un foulard, lo avrò verde. se sono stanca, riposo nel verde. il se è verde.

anche il sonno è verde. poi c'è un sogno e poi torna tutto verde.
anche il veleno. anche la lucertola è verde.

la melma è verde. il muschio è verde. mia madre quando è triste, un po' anche lei è verde.

il cielo nel pozzo. l'occhio del camaleonte. le ali del drago. gli alambicchi strani e muffe.

nessun mammifero è verde. il verde è una predisposizione che viene dopo.

  ore 12:42 [ ]
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07.06.2004

la vita è un Ciupascòndi
nella vita c'è chi ciùpa e chi si scònde.

càpita a turno, dipende dalle volte e da altri fattori concomitanti al numero di giocatori, quantità di paglia nel pagliaio, volontà dell'eventuale mucca di mettersi a muggire proprio mentre ti accovacci dietro il suo àlbio, tasso di agitazione dei conigli nella caponàra, piòli mancanti nella scaletta che porta al fienile, salti dal settèsimo piano, oscurescenza del tinello, pieghe della tenda verde oltre la porta di un retro qualsiasi, elasticità e ospiti delle assi del vespasiano sopra il letamaio, quantità di merda fresca nel letamaio, cancelli chiusi e cancelli aperti, alberi disparpagliati nel campo oltre la siepe, la siepe e tutti i suoi pungigliosi ramoscelli, direzione di parcheggio del trattore, presenza del carretto e suo contenuto, la panda rossa e la variabile baule aperto/chiuso, ospitalità del porco nel suo porcile, livello di distrazione della zia irma mentre la sua unica mezza dozzina di nipoti si arrampica, scivola, attorciglia, penzola, intrufola e incastra su con in e da tutto quello che trova.

siamo diventati quasi già abbastanza scrittori, ingegneri, ballerini, elettricisti, contadini e insegnanti. la vita ci ha tenuti nascosti bene. unduettré per tutti.

  ore 13:37 [ ]
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01.06.2004

Risvegli
Delirio preonirico in dormiveglia su intercity verona-milano, ore 6 della mattina


perdi un treno la sera prima e prendi un treno la mattina dopo. compri marie claire speciale estate numero da collezione. sfogli a caso, salti dalla surfing vague alla bigiotteria vintage passando per i trend d'essay. ti senti per un attimo estremamente metrosexual. stai andando a milano, carina. sei sul treno giusto. yeah!

a peschiera comincia a cascarti la testa. hai dormito solo 5 ore. ok concediti un pisolino fino a desenzano o alle 3 del pomeriggio ti addormenterai sui layout.
sei una donna forte tu. ti bastano 15 minuti. E un caffè. Va bene, due. Tre.

la conta dei caffè ha funzionato. da un'anticamera in fondo a destra del tuo cervello si fa strada una cosa gialla con dei laccetti. la riconosci: è la baguette di dior che ti piace tanto. è quella di 3 anni fa ma non sei riuscita a comprarla e adesso è un'habituè delle tue ossessioni preoniriche. è come la sigla dei simpson. rassicurante. gialla. la sai a memoria. non la fanno più.

inizia il sogno: sei da Colette. non Colette a Parigi, Colette a New York. anzi sei davanti a Colette. la fotocellula della sliding-vetrata scandaglia il tuo corpo sinuoso interamente ricoperto di griffes con la esse. percepisce la carta di platino tutta tempestata di diamanti. è una AmEx. l'hai sempre voluta fin da quando a sette anni praticavi autoerotismo davanti alla scena in cui Vivien di Pretty Woman svaligia una boutique di Rodeo Drive.

i cancelli del paradiso si spalancano. è fatta, ci sei. sai già cosa vuoi. vuoi un tubino in garza di cotone con stampe jaquard e appliques in sangallo con pinces sul seno. l'hai visto su Vogue. devi averlo. devi. non sai quanto costa ma non t'importa. tanto paga papìno. nel sogno, hai papìno che paga. hai papìno.

una commessa addestrata a intuire le tue esigenze desumendole dalla tua scia di Coco Mademoiselle, ti corre incontro con le braccia tese. sulle braccia tese, un vassoio d'argento; sul vassoio d'argento, un paio di Manolo Blahnik tacco sedici. tu le sai portare. tu non ondeggi come un fenicottero sbronzo. tu volteggi sostenuta dalle ali di un angelo. di un arcang

DIN DON. STIAMO ARRIVANDO NELLA STAZIONE DI BRESCIA. PROSSIMA STAZIONE: BRESCIA. UI INFORM OL PESSENGERS DET UI AR APPROCCING BRESCIA STESCION. NEST STOP: BRESCIA.

  ore 16:51 [ ]
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27.05.2004

Dei spaghetti e delle penne
Licenziamenti poetici in seguito a due ore di brainstorming su prodotti alimentari di largo consumo

No ecco è che mi è scappata la pummarola. Lo so, lo so che il direttorone marketing è in prognosi riservata con uno sbrego trasversale da una parte all'altra del cranio, ma me l'ha proprio strappata di mano. no no, signor giudice. ecco vede, c'è un testimone. sì sì lo so che è uno stagista e vale meno di niente ma ha visto tutto dal suo sgabuzzino. su stagista, racconta! E DAI RACCONTA CRISTO! Va beh, signor giudice, glielo racconto io. è andata così: dovevamo fare un concept board (pron. consebbòr) per Fracazzetti Food, divisione Sarcazzo. Prodotti sparpagliati alla bruttocane sul tavolo delle riunioni, alternati a matite, fogli volanti, slide (pron. del mio capo: laides), rincoglionitori ad anelli, pennarelli per la lavagna luminosa. Stavo esaminando gli ingredienti delle Carciosètte, conchigliètte ai carciofi surgelate pronte in 7 minuti, solo 1 minuto di distacco dalle KarcioffenKonnkiglien del competitor tedesco, bensì 3 minuti di vantaggio sulle "Carcioquillas!" spagnole e pari merito con le "Le Carciofon C'est Bon!" francesi. Ma sono tutte uguali, dico io. L'unica differenza è qualche minuto di scarto sulla cottura, no? Il product manager e il public relator (affettuosamente Piemme e Pierre), sibilano in coro come serpenti siamesi: SSSSSSiiiamo sssssssicuri che il gussssssssto delle Carciossssssssètte è inssssssuperabile. Decisssssamente sssssssuperiore. Le avete almeno assssssssssssaggiate?

Ora signor giudice, sa dirmi che ore sono? ecco, lei a quest'ora pressoché albeggiante riuscirebbe a deglutire una sola conchiglia ai carciofi? Non credo proprio signor giudice, e mi appello anche allo stomaco della giuria. Signora giuria, chiudete gli occhi e aprite la bocca. La nostra home economist vi imboccherà uno a uno con un generosa forchettata di Carciosètte. Come dite? Un retrogusto di plastica affumicata? Provate con un po' di pummarola 'n còpp.

Non c'è carciofo senza spine, Signora mia!

  ore 17:51 [ ]
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26.05.2004

Cercasi Blog Sitter


Urgentemente cercasi blogger part time navigato per accudire il mio blogghino mentre sono in PPM (pre promotional mmmmmazzache sbattimentodimarùn). Trattasi di blog giovane e irrequieto, che richiede la poppata di aggiornamento ogni 2/3 giorni. Tra un post e l'altro di solito resta tranquillo e accetta qualche commento affettuoso di poche righe. Si lascia linkare anche da sconosciuti, ma solo se effettivamente interessati a tornare a leggerlo. Il candidato a intrattenere il mio blogguzzo deve saper compensare la mia assenza in modo che nessuno si accorga della temporanea sostituzione. Niente depravati sessuali o psicotici deliranti. Ben accetti sinistroidi purché idealisti e impiegati repressi benché difficilmente gestibili in quanto eccessivamente autoreferenziali, in questo ci adattiamo. Pregasi inviare civì con allegati url dei precedenti blog accuditi.

Potete cercare di accondiscendermi con uno sproloquio di figure retoriche o banconote di piccola taglia.

Retribuzione in feed rrs pling plong.


  ore 16:54 [ ]
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20.05.2004

Legge 15 aprile 2004, n. 106
"Norme relative al deposito legale dei documenti di interesse culturale destinati all'uso pubblico"



Gazzetta Ufficiale n. 98 del 27 aprile 2004. Pare che lo Stato Italiano voglia tenere un archivio di tutto quello che circola nella rete. nella grossa rete. enorme.
Con questa motivazione:

Art.1. Al fine di conservare la memoria della cultura e della vita sociale italiana sono oggetto di deposito obbligatorio, di seguito denominato "deposito legale", i documenti destinati all'uso pubblico e fruibili mediante la lettura, l'ascolto e la visione, qualunque sia il loro processo tecnico di produzione, di edizione o di diffusione (...).

Bene bravi grazie. Chi vuole passare alla preistoria si faccia pure avanti. Invece no. Non è un consiglio, è un ordine. Entro 6 mesi chiunque ricada in una delle categorie elencate nell'Art.4, blogger compresi, deve registrarsi all'Archivione istituito all'uopo dal Ministero per i beni e le attività culturali, pena ammenda massima di 1.500 euro.

Immagino la scena:

- buongiorno, siamo del ministero, lei ce l'ha un blog?
- ... un che?
- non cerchi di fare il furbo! un blog, uno di quei siti dove può raccontare i cazzi suoi ad altri che non hanno niente da fare dalla mattina alla sera proprio come lei.
- ma io veramente...
- senta poche storie, ce l'ha o non ce l'ha?
- io? no no...
- sicuro sicuro?
- va bene lo ammetto, ce l'ho. ma piccolo.
- piccolo o grosso non c'entra! faccia il bravo e collabori!
- ...
- indirizzo del blog?
- allora, mi pare accatittippì due punti slesch slesch...
- si e poi?
- mi faccia pensare. mi pare splunger sponder splumen.
- vorrà dire splinder!
- sì ecco, splinder!
- splinder, evidente. poi?
- poi cosa?
- IL NOME DEL BLOOOOOOG!!!
- signor responsabile ministeriale non si agiti per carità, glielo dico. però in un orecchio perché sa...
- sa cosa?
- ecco... è un po' imbarazzante.
- va beh, me lo dica all'orecchio.
- (pss psss ps psss pss)
- ma lei è un depavato, un maniaco border alcolizzato bipolare! ma si rende conto? non possiamo mica metterla nell'Archivione! altro che beni culturali...
- ma che colpa ne ho io? cosa ne sapevo io che venivano a cercarmi due pirla vestiti da ausiliari della sosta sagaci come carabinieri e rincogl...
- NON SI PERMETTA SA, CHE LA SBATTO IN GALERA SICURO COME MI CHIAMO GIANALBERTO!
- ahahahahahahahah... non mi dica? ma che razza di nome è? il suo sì che un nome da archivio! da archivio degli sfigat...
- LA PIANTI SUBITO! I miei amici mi chiamano Bibo, se proprio vuole saperlo.
- Bello, ecco Bibo è meglio in effetti.
- Visto che è così spiritoso troveremo un nome di riserva anche per il suo blog. Lo chiameremo garticamansueta.splinder.it.
- Eh, suona bene. Vada per la gartica mansueta.
- Sono 1.500 euro.
- EEEEEEHHHHH???
- Si, vede c'è scritto qui nell'Art.7 comma 1 del decreto in questione. Ecco legga: bla bla bla sanzione amministrativa pecuniaria pari al valore commerciale del documento, aumentato da tre a quindici volte, fino ad un massimo di 1.500 euro.
- ma il mio blog non vale un soldino bucato!
- ah. Davvero!?!
- Giurin giurella!
- Piero, senti questo qui. dice che il suo blog non vale niente. allora cosa ci mandano in giro a fare?
- Non preoccupatevi amici. ci penso io. vi aprite un blog anche voi e non se ne parla più. hasta la blogga siempre!
- olè!



  ore 17:03 [ ]
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20.05.2004

chaussures
Una storia di scarpe

stanotte non ho dormito a casa mia. come tutte le volte che resto fuori devo venire al lavoro con le scarpe della sera prima. oggi indosso una maglietta turchese 2,70 euro da H&M ancora impregnata di endorfine sale erba sonno messa una sola volta al mare tre settimane fa, non lavata, recuperata mille pieghe da in fondo a un cassetto. jeans vintage anni 70 pagati un cifrone tre anni orsono, ogni anno più belli. e tadadadàm un paio di decolletè tacco sei bianco sposa con appliques di fiocchi fatti a mano dallo scarpàro in fondo a ticinese, uno turchese in tinta con la maglietta e l'altro bianco a pois sempre turchesi in tinta con l'impressione d'insieme.

e sono anche tutta tono su tono con le piastrelline del mio ufficio.

in effetti la felicità è questione di poco.

  ore 12:01 [ ]
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19.05.2004

konitchiwaa
ngoah ngoah tra lanterne rosse e volontà predestinate a caso.


ho un collega fantastico che si chiama wong. in cantonese vuol dire imperatore.
lui non si scompone. se non ti viene una bella head ti dice: questa cosa poteva pensarla wong che è cinese. non l'ho mai sentito insultare qualcuno. se serve un'illustrazione, lui non chiama un illustratore: se la fa lui. se qualcuno lo obbliga a chiamare il freelance, scende sempre nei dettagli. quando arriva il lavoro sa che lui avrebbe fatto qualcosa di diverso. e si comporta con la meraviglia spontanea di chi non avrebbe saputo fare di meglio.

oggi wong non c'è. ieri sera stavamo facendo una locandina chiamata music festival. ha fatto un logo operazione tridimensionale, con la f di festival fatta a nota e la scritta adagiata sullo spartito. mi piace vederlo lavorare. mi lascia appollaiarmi sul mio sgabello e ascoltiamo sempre qualche canzone adatta. se entra il nostro capo, lo ascolta parlare e annuisce. credo che un'inclinazione squisitamente cinese lo spinga ad accettare il destino dei suoi disegni mentre ancora gli nascono tra le mani.

una volta mi ha detto che quando era piccolo e abitava a hong kong, suo nonno lo portava al parco. lì invece di portare a spasso il cane, si portano gli uccellini. ogni bimbo con la sua gabbietta. a volte andavano in certi chioschetti all'aperto dove il nonno prendeva un caffè e wong credo un gelato. appendevano la gabbietta su un'asta predisposta. wong dice che gli uccellini si mettevano a cantare tutti insieme.

quando devo chiedergli un favore, lo chiamo wonghìno. quando devo fare un lavoro per lui, mi chiede sempre per piacere, mi dice scusami gaia. e grazie. wong in quei momenti sprigiona una delicatezza a mandorla.

ieri appunto stava sfregando sul foglio col pennarello nero. sistemava le codette delle note del music festival. tutto attorno suonava insensitive di jobim cantata sting con un arrangiamento da pan di zucchero. io ero già a rio. il nostro capo è irrotto volgare e goffo nella sua camicia a righe a spezzare l'incanto. si è messo a tirare le freccette sul bersaglio che teniamo per i momenti di svago. ha detto che tanto il music festival non si faceva più, ma di chiuderlo lo stesso.

ecco, wong ha un grosso pregio. lui si offre. a metà mattina apre i gongoli o i grissini al sesamo e li mette sempre in mezzo. quando per pranzo vado a fare una passeggiata con la mia amica ale, che abita tre uffici più in là, lui va al mc donald a prendere l'happy meal. così tiene la sorpresina per suo figlio.

ieri, dicevo, ha posato il pennarello indelebile. ha aspettato che l'uomo dalla camicia a righe portasse via quelle sue pessime trovate delle sette meno venti. l'eco del giovedì ci sarà da correre si è diluito tra il corridoio e la porta. ha posato il pennarello indelebile, appunto. e ha sbottato: "CON CAZZO".

anche le mandorle hanno le palle.

  ore 11:21 [ ]
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